Invalidità

Prestazioni di invalidità

Requisiti per beneficiare delle prestazioni di invalidità

Tutti i lavoratori subordinati, nonché talune categorie di lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri e coloni, artigiani e commercianti) sono assicurati contro il rischio di invalidità. Anche il lavoratore che esercita una libera professione (medico, ecc.) ha diritto a tale pensione, ma le regole variano notevolmente in funzione della categoria di appartenenza.

Assegno di invalidità

Tutti i lavoratori assicurati, con una riduzione permanente della capacità lavorativa superiore ai due terzi e 5 anni di contribuzione, 3 dei quali maturati nei 5 anni antecedenti la data di presentazione della domanda, possono beneficiare di un assegno ordinario di invalidità. Detto assegno viene corrisposto per un massimo di tre anni ma può essere prolungato per altri periodi successivi della durata di tre anni. Una volta che il diritto alle prestazioni è stato rivalutato, su richiesta del beneficiario, mediante tre valutazioni mediche e, di conseguenza, la corresponsione dell’assegno è stata prolungata per due volte consecutive, la prestazione può essere confermata a tempo indeterminato.
L’assegno di invalidità, pertanto, è caratterizzato da un lungo periodo di osservazione del lavoratore invalido, allo scopo di valutare un’eventuale guarigione, e dall’impossibilità di un suo trasferimento a eventuali coniugi superstiti.

Pensione di inabilità

Il lavoratore inabile assicurato cui, a causa di infermità o di un danno fisico o mentale, è stata attribuita un’incapacità totale e permanente a svolgere le attività per le quali era precedentemente predisposto, ha diritto a una pensione di inabilità. Per poter beneficiare di questa pensione è necessario che il lavoratore abbia completato un periodo contributivo minimo di 5 anni, 3 dei quali maturati prima della presentazione della domanda, e che non abbia percepito altri redditi, compresi quelli derivanti da indennità per lavoro autonomo o di disoccupazione.
La pensione può essere trasferita al coniuge superstite e viene sostituita dalla pensione di vecchiaia al raggiungimento dell’età pensionabile.

Rischi coperti

al compimento dell’età stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia, l’assegno di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia, in presenza dei requisiti di assicurazione e di contribuzione prescritti e a condizione che sia cessato il rapporto di lavoro, qualora l’interessato svolga attività lavorativa dipendente. Vengono considerati ai fini del diritto, ma non della misura, anche i periodi di fruizione dell’assegno nei quali non sia stata prestata un’attività lavorativa;

- gli assegni ordinari di inabilità liquidati in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale non sono cumulabili con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante, fino a concorrenza della rendita. Sono stati fatti salvi i trattamenti previdenziali più favorevoli con decorrenza anteriore al settembre 1995, con riassorbimento sui futuri adeguamenti al costo della vita attuati per legge. Oltre a ciò, a decorrere dalla data di applicazione della suddetta riforma, quando viene corrisposto un assegno di invalidità a un beneficiario che percepisce un reddito superiore a un determinato tetto derivante da lavoro retribuito, da un’attività lavorativa autonoma o corrisposto da un’azienda, l’importo dell’assegno viene ridotto del 25-50 %. Anche in questo caso sono stati fatti salvi i trattamenti previdenziali più favorevoli con decorrenza anteriore al 1° settembre 1995, con riassorbimento sulle future modifiche al costo della vita attuate per legge;

- la pensione di inabilità è costituita dall’importo dell’assegno di invalidità e da una maggiorazione rapportata all’incremento di anzianità contributiva che il pensionato avrebbe realizzato se avesse continuato a lavorare fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Questa pensione risulta incompatibile con il reddito derivante da lavoro retribuito o da attività lavorativa autonoma, con l’indennità di disoccupazione e con altri assegni volti a sostituire o integrare il reddito percepito.

- I beneficiari di una pensione di inabilità che non sono in grado di compiere le attività quotidiane di base della vita possono avere anche diritto a un assegno di accompagnamento permanente mensile, nella stessa misura prevista nel regime d’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestito dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) (cfr. capitolo VIII). La domanda dovrà essere corredata della documentazione relativa allo stato invalidante del richiedente. L’indennità non è cumulabile con il corrispondente assegno previdenziale erogato dall’INPS.

Come beneficiare delle prestazioni di invalidità

La richiesta per le prestazioni di invalidità e disabilità deve essere inoltrata all’istituto previdenziale competente. Gli assegni di invalidità e le pensioni di inabilità vengono corrisposti a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda o si è verificato l’accadimento.

Il diritto alle prestazioni di invalidità di coloro che si spostano all'interno dell'Europa

Gli istituti previdenziali competenti del paese in cui si è fatta richiesta di pensione di invalidità dovranno prendere in considerazione i periodi di assicurazione o di residenza accumulati ai sensi della normativa vigente in un altro paese dell'Unione europea, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera, qualora ciò risulti necessario per poter beneficiare delle prestazioni di invalidità.
Le prestazioni di invalidità verranno corrisposte indipendentemente dal luogo di residenza o di soggiorno all’interno dell’Unione europea, dell’Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia o della Svizzera.∗ I controlli amministrativi e gli esami medici necessari verranno regolarmente eseguiti dall’istituto competente nel paese di residenza. Se le circostanze lo richiedono, è possibile che l'assicurato sia tenuto a tornare nel paese erogante affinché possa effettuare detti accertamenti, ammesso che le sue condizioni di salute glielo consentano.
Ciascun paese applica i propri criteri nazionali per determinare il grado di invalidità. È pertanto possibile che, in alcuni paesi, a una persona venga riconosciuto un grado di invalidità del 70%, mentre il medesimo soggetto, ai sensi della normativa di un altro paese, non risulta affatto invalido. Questo deriva dalla mancanza di armonizzazione fra i sistemi di previdenza sociale nazionali, il cui coordinamento è regolato esclusivamente dalle disposizioni dell'Unione europea.

∗ Alcune prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo vengono erogate esclusivamente nel paese di residenza del beneficiario e non sono pertanto “esportabili”.
Ulteriori informazioni sul coordinamento dei diritti in materia di previdenza sociale per coloro che si spostano o viaggiano sono reperibili all'indirizzo http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=26&langId=it

Fonti:

Osservatorio INCA CGIL per le politiche sociali in Europa

MISSOC 2006